Oro fisico e rivalutazione di lungo periodo: il modello GLTER
Come il modello del World Gold Council aiuta a capire il ruolo dell’oro fisico nella protezione del patrimonio nel tempo
Quanto può rivalutarsi davvero l'oro se lo tieni per 10, 15 anni? Non è una domanda da tecnici, ma riguarda chiunque stia cercando di proteggere quello che ha costruito nel tempo.
Qualche mese fa il World Gold Council ha reso noto un nuovo modello: il GLTER (Gold Long-Term Expected Return). Uno strumento che cerca di rispondere a questa domanda mettendo l'oro sullo stesso piano di azioni, obbligazioni e tutte le altre grandi asset class.
Proviamo a capire cosa dice questo modello e soprattutto cosa può significare per chi oggi sta valutando l'oro fisico come investimento.
L'oro protegge solo dall’ inflazione?
Di solito quando si parla di oro si sente sempre dire che rappresenta il re dei bene rifugio, una riserva di valore che segue l'inflazione.
Quindi possiamo dedurre che l’oro si limita a “tenere il passo” con quest’ultima?
Johan Palmberg è Senior Quantitative Analyst presso il World Gold Council e ha trascorso 10 anni a fare ricerca sui mercati dei metalli preziosi. Secondo gli studi di Palmberg, dal 1971 al 2023, in dollari, l'oro ha avuto una rivalutazione media annua dell'8% circa. L'inflazione americana nello stesso periodo è stata del 4%, i Treasury a 3 mesi hanno reso il 4,4%. (Fonte).
Quindi l'oro non si è limitato a pareggiare il sistematico aumento dei prezzi… li ha battuti, e anche di parecchio!
A questo punto la domanda diventa un'altra: ok, ma da qui in avanti cosa possiamo aspettarci?
Cos'è il GLTER e come funziona
Il modello GLTER prova a stimare quanto potrebbe rivalutarsi l'oro nei prossimi decenni. Usa un approccio simile a quello che usano i grandi gestori tipo J.P. Morgan quando fanno le previsioni su azioni e obbligazioni.
L'idea base è la seguente. Il prezzo dell'oro dipende soprattutto da due cose:
- la crescita dell'economia mondiale (PIL nominale)
- la crescita dei mercati finanziari globali (quanto valgono in totale azioni e obbligazioni).
Il World Gold Council ha preso tutto l'oro estratto nel mondo (parliamo di oltre 212.000 tonnellate, divise tra gioielli, banche centrali, lingotti, ETF e derivati) e ha analizzato come storicamente il suo prezzo si sia mosso rispetto a PIL globale e mercati finanziari.
Il risultato è un modello abbastanza lineare. Si prende la crescita economica globale, la crescita dei mercati, unendole alle previsioni macro di Oxford Economics e J.P. Morgan, estraendone una stima di rivalutazione attesa.
I numeri: cosa aspettarsi fino al 2040
Usando le previsioni di Oxford Economics sul PIL mondiale e quelle di J.P. Morgan sui mercati, il modello GLTER dice che l'oro dovrebbe rivalutarsi in media il 5,2% all'anno in dollari tra il 2025 e il 2040.
Per dare un'idea, le stesse previsioni dicono che l'inflazione USA dovrebbe stare sul 2,5% annuo e i Treasury a breve sul 2,9%.
Facciamo il punto:
- Dal 1971 al 2023 l'oro ha fatto l'8% medio annuo
- Dal 2025 al 2040 il modello stima il 5,2%
- L'inflazione attesa è il 2,5%
- Il tasso "senza rischio" è stimato al 2,9%
Sì, il 5,2% è diverso dall'8% storico. Come mai?
Perché il modello parte dall'idea che la crescita globale nei prossimi anni sarà più moderata rispetto agli ultimi 50 anni. Però attenzione: resta comunque sopra sia all'inflazione che ai tassi privi di rischio. Quindi secondo il modello l'oro dovrebbe continuare a proteggere e far crescere il potere d'acquisto nel lungo periodo.
Chiaro che GLTER non è una certezza. È un modello, si basa su ipotesi che potrebbero cambiare.
Perché il futuro si rivaluta meno che nel passato?
Il modello prevede un 5,2% quando finora abbiamo visto l'8%. Questo perché il mondo è cambiato e continua a cambiare.
Il GLTER parte dal presupposto che la crescita del PIL globale nei prossimi decenni sarà probabilmente più bassa rispetto al boom post anni '70 e che anche i rendimenti di azioni e obbligazioni si stanno un po' sgonfiando rispetto al passato. Insomma, un po' tutto il contesto sta diventando meno generoso.
Non è l'oro che perde colpi. È che stiamo entrando in uno scenario dove, in generale, le svalutazioni attese sono più alte su tutto, ma l'oro continua a stare sopra l'inflazione.
Cosa significa se stai valutando l'oro fisico
Per chi oggi sta pensando di mettere una parte del patrimonio in oro fisico, ci sono alcune cose che vale la pena tenere a mente:
Bisogna ragionare sul lungo periodo
Il modello lavora su 15 anni e oltre. L'oro dà risultati quando è una scelta strategica, non per scommetterci sopra per qualche mese sperando di incappare nel momento giusto.
Non è solo questione di dormire tranquilli
Una rivalutazione che batte inflazione e tasso privo di rischio vuol dire che l'oro può dare un contributo reale alla protezione del patrimonio, non solo tranquillità psicologica quando i mercati ballano.
Fa parte di un insieme
Nel ragionamento del GLTER l'oro è una parte di un portafoglio che ha dentro anche azioni, obbligazioni, liquidità e altro. Serve a diversificare, abbassare il rischio complessivo, stabilizzare tutto quando le cose si fanno difficili. Non sostituisce il resto, sostiene il portafoglio.
La qualità conta, e molto
Quando parliamo di orizzonti così lunghi la differenza la fanno i dettagli: la qualità del metallo, la purezza, gli standard internazionali, la tracciabilità. E poi la trasparenza totale sul prezzo: spread, costi di gestione, come compri e come vendi. E ovviamente, come viene custodito: sicurezza, accessibilità, tutti i processi devono essere chiari.
GLTER è una bussola, non una sfera di cristallo
Il valore vero di questo modello non è il numero preciso. Domani potrebbe essere 4,9% o 5,5% se cambiano le ipotesi macro. Il punto è un altro: il cambio di prospettiva.
GLTER tratta l'oro come una parte normale e integrante della struttura patrimoniale globale. Lo collega a variabili economiche che puoi misurare: PIL, mercati, inflazione. Lo mette nello stesso linguaggio che i grandi investitori istituzionali usano per azioni, obbligazioni, tutto il resto.
Sempre secondo Palmberg, per chi sta guardando all'oro fisico, questo ha senso anche rispetto al resto del portafoglio: considerare l'oro non solo come il paracadute di emergenza, ma come un pezzo strutturale di una strategia di protezione.
Come la vediamo noi in Careisgold
Da anni Careisgold si impegna per divulgare una “cultura dell’oro” per rendere il pubblico consapevole delle opportunità che questo asset può riservare e degli accorgimenti che deve avere per investire responsabilmente in lingotti fisici puri e certificati.
Quando si sceglie di mettere i propri risparmi in oro fisico è bene valutare alcuni elementi:
- dati, modelli e storia dell’oro da investimento
- scegliere Banchi Metalli e Operatori Professionali in Oro riconosciuti e certificati.
- pretendere trasparenza, avendo informazioni su cosa si paga, quanto costa, che standard di qualità si compra.
- concedersi il giusto orizzonte temporale: l'oro fisico è un bene rifugio su cui ragionare sul lungo periodo.
Il modello GLTER del World Gold Council è uno strumento interessante per capire che ruolo può avere l'oro fisico nel contesto macro di lungo periodo.
Se vuoi capire meglio come l'oro fisico può entrare nella tua strategia di protezione patrimoniale, puoi chiedere un approfondimento al nostro team.
NB. L’oro da investimento non è un asset finanziario ma un asset fisico, privo di rendimento periodico e soggetto a variazioni di prezzo.

